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CHIESA SANTO SEPOLCRO

La prima pietra della chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme fu posta nell’anno 1740 dal principe don Nicolò Branciforti, il quale, si racconta, gettò delle monete dove furono innalzate le colonne di pietra. Alla fine del secolo fu ingrandita e arricchita di numerose opere d’arte da don Giuseppe Toscano di Casalvecchio di Puglia, cappellano sacramentale della parrocchia della Bagaria che fu nominato primo cappellano rettore della chiesa. Egli fece eseguire cinque pregevoli quadri, in ardesia dipinti ad olio, tuttora esistenti. Il primo si trova nella cripta del Santissimo Sacramento. Raffigura al centro la Sacra famiglia ed ai lati episodi riguardanti la stessa. A destra si può ammirare il secondo dipinto risalente al 1747, il quale raffigura, al centro Sant’Onofrio re di Persia ed eremita e ai lati lungo la cornice alcuni episodi della vita del santo. Entrando dalla porta centrale della chiesa, si può ammirare a sinistra il terzo quadro di Santa Rosalia ed alcuni episodi della sua vita. A destra il quarto quadro raffigura Sant’Elia profeta, risalenti al 1750. Il quinto quadro, il più antico, risale al 1736 e raffigura la deposizione di Cristo dalla Croce. E’ collocato accanto alla cappella del Cuore di Gesù, sulla navata destra della chiesa. In origine la Chiesa era ad una sola navata e attorno al 1866 ne furono aggiunte altre due laterali. Successivamente la chiesa ebbe nuovi abbellimenti e modifiche, tra cui il tetto delle due navate laterali modificato intorno al 1884. Prima era a forma di botte con la costruzione di cupolette, dando una nuova linea architettonica come tuttora ci appare. L’attuale altare maggiore fu donato nel 1877 da uno dei più ricchi cittadini di Bagheria. Esso proviene dalla ormai demolita Chiesa di San Giacomo a Palermo. In una lapide posta nella parte alta dell’altare si legge l’iscrizione: “Carlo VI, imperatore d’Austria e re di Sicilia, cominciò a costruire l’altare nel 1733 e sua nipote Maria Carolina, regina di Sicilia, lo completò nel 1799. Le pareti sono adornate da due da due grandi quadri in tela: quello a sinistra dell’abside rappresenta la profezia di Simeone a Maria e reca la seguente dicitura: La tua anima sarà trapassata da una spada”, quello a destra rappresenta la Madonna che tiene Gesù sulle braccia deposto dalla Croce e reca la scritta: “Guardate tutti se vi può essere dolore simile al mio dolore”. Gli altri due quadri piccoli raffigurano l’apostolo Giovanni e Maria Maddalena che assistono al dramma del Golgota. Le pitture sono opera di Eustachio Catalano. Anche la statua di marmo dell’altare di San Giovanni Nepomuceno, martire della confessione che si trova nella navata destra, provengono dalla stessa chiesa di San Giacomo. Il tabernacolo posto nella navata sinistra era parte dell’altare maggiore, l’interno è stato decorato con foglie d’oro attorno al 1940. Il maestoso seggio presidenziale di noce viene attribuito a Ludovico Li Vigni di Palermo. Sulla destra del presbiterio è collocato il Battistero in marmo bianco realizzato da Giuseppe Pellitteri ed il coperchio in noce massiccio è stato ideato e realizzato dal falegname Filippo Buttitta di Bagheria. Il grande quadro raffigura il Battesimo di Gesù al Giordano ed è opera del pittore De Simone. Sempre nella navata destra si trova la statua di San Francesco di Paola. La “Via Crucis” scolpita in legno è opera dello scultore Francesco Martiner di San Udalrico di Gardenia a Ortisei in provincia di Bolzano. Nel 1914 è iniziata la costruzione, su progetto dell’ingegnere Ernesto Armò, del proarchitettura 78 spetto principale della Chiesa in stile ne neo gotico che a causa del primo conflitto mondiale fu completato dieci anni dopo. Il prospetto principale è stato realizzato in marmo di Billiemi. La volta della navata centrale è affrescata con alcune scene della Passione di Gesù Cristo. Sull’altare centrale è collocata una statua lignea dell’Addolorata, realizzata all’inizio del XIX secolo da Rosario Quattrocchi.
 

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